Ed è già Natale…….
25 dicembre 2010 | Di: Isabella Tosti
Anche questo tormentato 2010 sta ormai volgendo al termine e siamo arrivati a quello che forse è il giorno più bello dell’anno, il giorno in cui ci ricordiamo della nascita di nostro Signore, che ci ha fatto il regalo più grande, donando incondizionatamente la sua vita per salvarci.
Il Natale è una festa piena di gioia, in cui tutti siamo presi da una irrefrenabile euforia per i regali che ci scambiamo, le “abbuffate” di gruppo a cui partecipiamo, la voglia di stare insieme pensando solo a cose allegre e prendendoci così una vacanza dal quotidiano.
Tutto questo però dura solo pochi giorni e in un batter d’occhio ci risveglieremo e torneremo a doverci confrontare con la realtà che ci circonda, fatta troppo spesso di difficoltà e di problemi più o meno grandi da affrontare, che sì, certo, possiamo rimandare, ma che nessuno risolverà per noi.
Il 2010 è stato un anno difficile per la maggior parte degli italiani: la crisi economica inziata alla fine del 2007 e che alcuni credono utopisticamente superata, ha in realtà fatto sentire i suoi influssi negativi in maniera prolungata e continuativa. Infatti, se è pur vero che che alcuni settori economici stanno fortunatamente registrando un appena percettibile aumento della produttività, è altrettanto vero che molti lavoratori sono ancora in disoccupazione, mobilità e quant’altro; ammortizzatori sociali, questi, che permettono loro di percepire trattamenti economici ben lontani dall’essere una retribuzione piena e che hanno reso loro necessario attingere a quelle riserve (i risparmi) che nel corso degli anni avevano faticosamente accumulato e che ora, nella maggior parte dei casi, stanno finendo.
Nella mia regione, le Marche, gli effetti della crisi sono pesantissimi; in questi giorni pre-natalizi, andando in giro per negozi, ho notato tante, oserei dire, troppe persone che si limitavano a guardare la merce esposta o a fare acquisti per importi modesti, prediligendo l’utile e l’essenziale e tenendo comportamenti diametralmente opposti a quelli avuti nel passato, quando i carrelli erano pieni di oggetti spesso piacevolmente superflui e poco economici.
Senza parlare poi dei casi veramente disperati, quelli di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, che si vedono staccare le utenze di luce e gas, che affollano le stanze delle residenze comunali per chiedere di poter beneficiare del fondo di solidarietà (laddove costituito), che sono costrette a metter da parte ogni forma di orgoglio, perché i loro figli devono mangiare.
La crisi di alcuni storici colossi, come la ANTONIO MERLONI, ha scatenato una reazione a catena per la quale molte piccole aziende ad essa collegate, hanno dovuto chiudere i battenti, determinando un livello di disoccupazione fino ad allora sconosciuto alle nostre zone. Situazione resa ancor più drammatica, per assurdo, da tutti gli anni di benessere di cui abbiamo goduto, nel corso dei quali nessun industriale ha mai pensato ad eventuali riconversioni di produzione e/o diversificazione di clientela. Tutti erano convinti che il futuro potesse riservare solo crescita economica, perché così era stato per 50 anni; in una parola, nessuno era preparato all’imprevedibile.
Comprensibili, in questo contesto, lo smarrimento di molti, la disperazione di altri, la rabbia di chi si è visto portar via in pochi mesi i sogni e i progetti di una vita.
Ci sono state e ci sono recriminazioni da parte delle fasce di lavoratori che hanno maggiormente subito gli effetti della crisi nei confronti dei vertici delle aziende da cui provenivano, accuse spesso pesanti e non sempre fondate, attacchi a singole persone che hanno assunto lo scomodo ruolo di “capro espiatorio”….. ma inutile parlare di questo adesso….
Ora è tempo che inizi la ripresa: tutte le nostre energie devono convogliare su questo.
Ed è per questo che con tutto il cuore auguro al mio amato territorio di rinascere, aiutato in questo dai comportamenti responsabili di chi ha deciso di mettere da parte antiche contraddizioni ed unire le proprie forze per un fine nobile, come hanno fatto UDC e PD dando vita nelle Marche ad un governo regionale fattivo e responsabile.
In: Regione Marche
