Incentiviamo la natalità in Italia

23 gennaio 2011 | Di: Loredana Marinozzi

L’Italia invecchia. Ho letto che nell’anno 2008 è stato raggiunto il record di natalità di circa un neonato e mezzo per ogni donna residente; un numero piuttosto modesto, ma che ha rappresentato il massimo degli ultimi anni.
In Italia oramai si fanno pochissimi figli; le nascite si riducono sempre di più e le mamme sono sempre più anziane. A nessuno sfugge che attualmente siano le donne straniere a contribuire in modo decisivo all’innalzamento della natalità nel nostro Paese: tranne rarissime eccezioni, gli unici nuclei familiari veramente numerosi sono quelli degli extra comunitari, giacché le donne non lavorano e si occupano solo della famiglia; prova ne è che se ci guardiamo attorno dentro un qualsiasi supermercato, notiamo mamme indiane o africane o anche cinesi con al seguito due o talora tre bambini, oltre a ragazzini più grandicelli che magari aspettano fuori giocando.

Non ci stupisce che pochi italiani sotto i 35 anni di età abbiano già avuto figli e che non siano molti quelli che pensano di farne a breve. Causa primaria è il sistema del mercato del lavoro che, svantaggiando i giovani, fa risparmiare lo Stato: gli consente di spendere poco, perché i giovani disoccupati vengono mantenuti dalle famiglie, ma i ragazzi di oggi sono sopraffatti da precarietà e flessibilità. Studi evidenziano che nel 2050 più di un italiano su 3 avrà oltre i 65 anni; una situazione parecchio preoccupante, che esige politiche che favoriscano il proseguimento dell’attività lavorativa e il posticipo del pensionamento dei lavoratori mentre, al contrario, credo che invece dovrebbero essere favorite politiche in favore della maternità.

L’Italia è un Paese in cui è difficile conciliare lavoro e maternità.
Negli anni ’50 essere mamme era un ruolo naturale, ma quelli erano tempi in cui la donna era considerata subordinata all’uomo, adatta solo al ruolo di madre e moglie. Oggi non è più così; le donne si realizzano in campo professionale, non escludono di voler figli, ma non li fanno perché lo Stato, se non a parole, non fa nulla per sostenere la maternità, ed i mariti italiani, che dovrebbero essere un sostegno, secondo le statistiche sono quelli che dedicano meno tempo ai lavori domestici e alla cura dei figli. Le donne sono più stressate degli uomini: studiano, si laureano, trovano un lavoro, lo mantengono, al tempo stesso si occupano di casa, marito e figli. Può pure capitare a qualcheduna che, se fa un figlio, sia destinata ad uscire definitivamente dal mondo del lavoro.
Oggi un figlio, si sa, costa molto; forse la vita anni addietro era molto meno cara o forse si avevano meno necessità, ma di questi tempi non si può vivere con un solo stipendio, per cui la donna è per lo più costretta a lavorare per aiutare l’economia familiare. Però un figlio va seguito nella sua crescita quotidiana e se si lavora tutto il giorno fuori, il bambino lo si deve purtroppo, e spesso con sofferenza, far allevare da tate o estranei.

Ad ogni elezione, ogni partito mette inevitabilmente la famiglia al centro dei suoi discorsi di propaganda, ma poi la realtà è ben diversa e basta poco a rendersene conto.
Rimettiamo noi dell’Udc la tutela ed il sostegno alla famiglia al centro della nostra politica.
Incentiviamo le donne italiane a far figli; aiutiamole non a parole, ma con progetti e provvedimenti mirati e concreti: sostenenendole nel portare avanti sia la famiglia che il lavoro; offrendo loro corsie preferenziali rispetto ai colleghi uomini ed alle lavoratrici con meno figli; dando loro priorità di occupazione, se sono disoccupate o se hanno necessità economiche; offrendo l’opportunità di poter andare in pensione prima del termine previsto, a seconda del numero dei figli; estendiamo il pre pensionamento ad un genitore o altro parente di primo grado che accetti di occuparsi del nuovo nato, qualora la giovane mamma preferisca non affidare il piccolo ad estranei. Questa secondo me si rivelerebbe davvero un’ottima politica a favore della famiglia. Andiamo contro corrente; ricominciamo ad incentivare le nascite in Italia; facciamo ripartire l’Italia anche da qui: i figli rappresentano il nostro futuro ed il futuro del nostro Paese.

In: Famiglia, Sanità



2 Responses to Incentiviamo la natalità in Italia

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anna

25 gennaio 2011 alle 06:41

Pienamente d’accordo con te….E non peniamo al fatto che una percentuale altissima di nascite è data da residenti non comunitari…Ma…come incentivare le nascite? Sicuramente il quoziente familiare sarebbe un passo avanti…

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Veronica

3 ottobre 2011 alle 15:46

Quando la crisi passerà vedrai che la gente avrà anche più voglia di fare figli…
Ma una curiosità… Dal momento che i soldi non ci stanno, da dove prenderli per finanziare un ipotetico quoziente famigliare?
(io opterei per un’adozione, ma questa è la mia personale propensione)

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