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	<description>Un blog di estremocentro</description>
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		<title>La nuova squadra dei Giovani UDC Marche</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 21:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Bucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi 27 Aprile i giovani dell&#8217;UDC delle Marche hanno incontrato il segretario Nazionale Lorenzo Cesa a Porto Recanati alla presenza dei massimi esponenti del partito, il Segretario Regionale Antonio Pettinari, l’On.Amedeo Ciccanti, l’Assessore Regionale Luca Marconi, i consiglieri regionali UDC Marche e i segretari provinciali UDC delle Marche. Il Commissario Regionale dei Giovani UDC, Attilio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2012/04/27/la-nuova-squadra-dei-giovani-udc-marche/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>Oggi 27 Aprile i giovani dell&#8217;UDC delle Marche hanno incontrato il segretario Nazionale Lorenzo Cesa a Porto Recanati alla presenza dei massimi esponenti del partito, il Segretario Regionale Antonio Pettinari, l’On.Amedeo Ciccanti, l’Assessore Regionale Luca Marconi, i consiglieri regionali UDC Marche e i segretari provinciali UDC delle Marche.<br />
Il Commissario Regionale dei Giovani UDC, Attilio Acciaccaferri, dopo aver ringraziato il Commissario Nazionale dei Giovani UDC Giampiero Zinzi per la fiducia accordata ha presentato la nuova squadra regionale: Ilaria Bucchi (Commissario Giovani UDC della Provincia di Pesaro) Alex Andreoli (Commissario Giovani UDC Provincia di Ancona), Vincenzo Ambrosio (Presidente Giovani UDC Provincia di Ancona con delega all’università), Enrico Fabraccio (Commissario Giovani UDC Provincia di Macerata), Matteo Orioli (Presidente Giovani UDC Provincia di Macerata) Salvatore Iorio (Commissario Giovani UDC Provincia di Fermo), Paolo Di Marco (Commissario Giovani UDC Provincia di Ascoli Piceno).<br />
Sono stati inoltre nominati vice-segretari Ilaria Bucchi con funzioni vicarie e David Buschittari.<br />
Il Segretario Nazionale ha esortato il nutrito gruppo di giovani intervenuti, a fare politica attiva sul territorio per poter essere gli artefici del vero cambiamento.<br />
Tutti i presenti hanno accolto l&#8217;invito con grande entusiasmo. I giovani UDC della Marche hanno espresso la loro volontà di dare voce ai quei tanti giovani che restano in silenzio perché sfiduciati dalla politica.. Per qualsiasi informazione, suggerimento, è aperto il profilo Facebook Giovani UDC Marche.</p>
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<p><a href="http://marche.estremocentro.net/files/2012/04/528564_161275697332809_100003511407481_200686_1342139562_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-332" src="http://marche.estremocentro.net/files/2012/04/528564_161275697332809_100003511407481_200686_1342139562_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>L’italia ha bisogno del lavoro delle nuove generazioni!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 17:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Bucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle notizie fonte di polemica degli ultimi mesi, è stata la pubblicazione da parte dell’Istat,(istituto nazionale raccolta dati),di uno studio riguardante il tasso di disoccupazione giovanile, che nel 2011, ammonta a 2.5 milioni ovvero il 27.6% della forza lavoro. Confrontandoci con gli altri paesi della UE, la nostra nazione presenta uno dei tassi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2012/03/28/litalia-ha-bisogno-del-lavoro-delle-nuove-generazioni/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>Una delle notizie fonte di polemica degli ultimi mesi, è stata la pubblicazione da parte dell’Istat,(istituto nazionale raccolta dati),di uno studio riguardante il tasso di disoccupazione giovanile, che nel 2011, ammonta a 2.5 milioni ovvero il 27.6% della forza lavoro. Confrontandoci con gli altri paesi della UE, la nostra nazione presenta uno dei tassi di disoccupazione giovanile più alti e supera di gran lunga la media europea del 16.7%. Analizzando la situazione, sorge spontanea una riflessione:“se il giovane non trova futuro nel proprio paese e le istituzioni non danno risposte concrete, qual è la soluzione?”. Inanzitutto, effettuare un cambio di mentalità da parte dei giovani,delle aziende, delle istituzioni e prendere coscienza dei propri sbagli, comprendendo che questa Italia ha bisogno di una svolta verso il futuro.<br />
La nuova realtà della crisi globale richiede più sacrifici, quindi una maggiore responsabilità nel lavoro, perché come citano i più grandi economisti, l’unico metodo per stabilizzare l’economia in un momento di depressione è incentivare l’innovazione e la ricerca. Questo compito di così grande rilevanza spetta a noi, le nuove generazioni, le uniche ad avere avuto la fortuna di accedere ad un istruzione superiore. Il sacrificio, questo termine che ascoltiamo spesso in questi tempi di riforme, deve essere incentivo per accettare inizialmente un compito che differisce dalla propria attività di studio, l’importante è inserirsi nel mercato del lavoro, anche se questo significa ritornare a svolgere i poco ambiti lavori “manuali” che con l’evoluzione del terziario sono stati dimenticati. Un’altra grande problematica da affrontare è l’enorme distacco venutosi a creare tra università e lavoro. Spesso nelle assunzioni il personale con esperienza viene preferito ad un laureato evitando così i costi di formazione . Questo è uno sbaglio tipico della piccola-media impresa che non riesce a investire in politiche di formazione, d’innovazione. Le università dovrebbero collaborare con le aziende nel creare figure specializzate nei settori che il mercato richiede. Questo è un compito difficile che le istituzioni debbono attuare attraverso riforme concrete tutelando l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, dando così una speranza di futuro a noi e alla nostra Italia.</p>
<p>Enrico Fabraccio</p>
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		<title>GIOVANI UDC MARCHE “ALLA RICERCA DELLA VOCAZIONE POLITICA” A ROMA</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Mar 2012 17:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Bucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni 24-24-25 Marzo a Roma, i giovani centristi marchigiani hanno partecipato al 1° seminario di formazione politica 2012 intitolato “giovani e vocazione alla politica” organizzato dal coordinamento nazionale giovani UDC. L’evento svoltosi presso la sala congressi dell’hotel Forum, ha ottenuto una notevole partecipazione da parte di tutte le regione e province italiane. Al seminario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2012/03/27/giovani-udc-marche-alla-ricerca-della-vocazione-politica-a-roma/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p>Nei giorni 24-24-25 Marzo a Roma, i giovani centristi marchigiani hanno partecipato al 1° seminario di formazione politica 2012 intitolato “giovani e vocazione alla politica” organizzato<br />
dal coordinamento nazionale giovani UDC. L’evento svoltosi presso la sala congressi dell’hotel Forum, ha ottenuto una notevole partecipazione da parte di tutte le regione e province italiane. Al seminario sono intervenuti noti esponenti di partito quali il presidente Pierferdinando Casini e gli onorevoli Savino Pezzotta, Enzo Carra, Renzo Lusetti, Roberto Rao e da docenti universitari di grande rilievo come Mario Morcellini e Anna Marsili.<br />
L’assoluta novità di questo seminario è stata la vicinanza e la possibilità di confronto generazionale tra i “vecchi” e i “nuovi” esponenti della politica centrista riuscendo ad accendere dibattiti di grande rilevanza e interesse. Molti sono stati gli interventi costruttivi e le proposte da parte dei giovani presenti riguardo gli argomenti trattati: vocazione alla politica, comunicazione, valori, politica e antipolitica. I ragazzi di ritorno da Roma motivati dall’esperienza, stanno organizzando corsi di formazione politica per i giovani della regione marche.</p>
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		<title>Incentiviamo la natalità in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 23:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Loredana Marinozzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Italia invecchia. Ho letto che nell’anno 2008 è stato raggiunto il record di natalità di circa un neonato e mezzo per ogni donna residente; un numero piuttosto modesto, ma che ha rappresentato il massimo degli ultimi anni. In Italia oramai si fanno pochissimi figli; le nascite si riducono sempre di più e le mamme sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2011/01/23/incentiviamo-la-natalita-in-italia/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify;"><a href="http://marche.estremocentro.net/files/2011/01/2003-04-22-Francoforte-1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-314" title="2003-04-22 Francoforte 1" src="http://marche.estremocentro.net/files/2011/01/2003-04-22-Francoforte-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Italia invecchia. Ho letto che nell’anno 2008 è stato raggiunto il record di natalità di circa un neonato e mezzo per ogni donna residente; un numero piuttosto modesto, ma che ha rappresentato il massimo degli ultimi anni.<br />
In Italia oramai si fanno pochissimi figli; le nascite si riducono sempre di più e le mamme sono sempre più anziane. A nessuno sfugge che attualmente siano le donne straniere a contribuire in modo decisivo all’innalzamento della natalità nel nostro Paese: tranne rarissime eccezioni, gli unici nuclei familiari veramente numerosi sono quelli degli extra comunitari, giacché le donne non lavorano e si occupano solo della famiglia; prova ne è che se ci guardiamo attorno dentro un qualsiasi supermercato, notiamo mamme indiane o africane o anche cinesi con al seguito due o talora tre bambini, oltre a ragazzini più grandicelli che magari aspettano fuori giocando.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-311"></span>Non ci stupisce che pochi italiani sotto i 35 anni di età abbiano già avuto figli e che non siano  molti quelli che pensano di farne a breve. Causa primaria è il sistema del mercato del lavoro che, svantaggiando i giovani, fa risparmiare lo Stato: gli  consente di spendere poco, perché i giovani disoccupati vengono mantenuti dalle famiglie, ma i ragazzi di oggi sono sopraffatti da precarietà e flessibilità. Studi evidenziano che nel 2050 più di un italiano su 3 avrà oltre i 65 anni;  una situazione parecchio preoccupante, che esige politiche che favoriscano il proseguimento dell’attività  lavorativa e il posticipo del pensionamento dei lavoratori mentre, al contrario, credo che invece dovrebbero essere favorite politiche in favore della maternità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia è un Paese in cui è difficile conciliare lavoro e maternità.<br />
Negli anni &#8217;50 essere mamme era un ruolo naturale, ma quelli erano tempi in cui la donna era considerata subordinata all&#8217;uomo, adatta solo al ruolo di madre e moglie. Oggi non è più così; le donne si realizzano in campo professionale, non escludono di voler figli, ma non li fanno perché lo Stato, se non a parole, non fa nulla per sostenere la maternità, ed i mariti italiani, che dovrebbero essere un sostegno, secondo le statistiche sono quelli che dedicano meno tempo ai lavori domestici e alla cura dei figli. Le donne  sono più stressate degli uomini: studiano, si laureano, trovano un lavoro, lo mantengono, al tempo stesso si occupano di casa, marito e  figli. Può pure capitare a qualcheduna che, se fa un figlio,  sia destinata ad uscire definitivamente dal mondo del lavoro.<br />
Oggi un figlio, si sa, costa molto; forse la vita anni addietro era molto meno cara o forse si avevano meno necessità, ma di questi tempi non si può vivere con un solo stipendio, per cui la donna è per lo più costretta a lavorare per aiutare l’economia familiare.  Però un figlio va seguito nella sua crescita quotidiana e se si lavora tutto il giorno fuori, il bambino lo si deve purtroppo, e spesso con sofferenza, far allevare da tate o estranei.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni elezione, ogni partito mette inevitabilmente la famiglia al centro dei suoi discorsi di propaganda,  ma poi la realtà è ben diversa e basta poco a rendersene conto.<br />
Rimettiamo noi dell’Udc la tutela ed il sostegno alla famiglia al centro della nostra politica.<br />
Incentiviamo le donne italiane a far figli; aiutiamole non a parole, ma con progetti e provvedimenti mirati e concreti: sostenenendole nel portare avanti sia la famiglia che il lavoro; offrendo loro corsie preferenziali rispetto ai colleghi uomini ed alle lavoratrici con meno figli; dando loro priorità di occupazione, se sono disoccupate o se  hanno necessità economiche; offrendo l&#8217;opportunità di poter andare in pensione prima del termine previsto, a seconda del numero dei figli; estendiamo il pre pensionamento ad un genitore o altro parente di primo grado che accetti di occuparsi del nuovo nato, qualora la giovane mamma preferisca non affidare il piccolo ad estranei. Questa secondo me si rivelerebbe davvero un&#8217;ottima politica a favore della famiglia. Andiamo contro corrente; ricominciamo ad incentivare le nascite in Italia; facciamo ripartire l&#8217;Italia anche da qui: i figli rappresentano il nostro futuro ed il futuro del nostro Paese.</p>
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		<title>Ed è già Natale…….</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 23:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Tosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Regione Marche]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche questo tormentato 2010 sta ormai volgendo al termine e siamo arrivati a quello che forse è il giorno più bello dell’anno, il giorno in cui ci ricordiamo della nascita di nostro Signore, che ci ha fatto il regalo più grande, donando incondizionatamente la sua vita per salvarci. Il Natale è una festa piena di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2010/12/25/ed-e-gia-natale%e2%80%a6%e2%80%a6-2/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><a href="http://marche.estremocentro.net/files/2010/12/speranza.jpg"><img src="http://marche.estremocentro.net/files/2010/12/speranza-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" class="alignnone size-medium wp-image-305" /></a>Anche questo tormentato 2010 sta ormai volgendo al termine e siamo arrivati a quello che forse è il giorno più bello dell’anno, il giorno in cui ci ricordiamo della nascita di nostro Signore, che ci ha fatto il regalo più grande, donando incondizionatamente la sua vita per salvarci.<br />
Il Natale è una festa piena di gioia, in cui tutti siamo presi da una irrefrenabile euforia per i regali che ci scambiamo, le “abbuffate” di gruppo a cui partecipiamo, la voglia di stare insieme pensando solo a cose allegre e prendendoci così una vacanza dal quotidiano.<br />
Tutto questo però dura solo pochi giorni e in un batter d’occhio ci risveglieremo e torneremo a doverci confrontare con la realtà che ci circonda, fatta troppo spesso di difficoltà e di problemi più o meno grandi da affrontare, che sì, certo, possiamo rimandare, ma che nessuno risolverà per noi.<br />
Il 2010 è stato un anno difficile per la maggior parte degli italiani: la crisi economica inziata alla fine del 2007 e che alcuni credono utopisticamente superata, ha in realtà fatto sentire i suoi influssi negativi in maniera prolungata e continuativa. Infatti, se è pur vero che che alcuni settori economici stanno fortunatamente registrando un appena percettibile aumento della produttività, è altrettanto vero che molti lavoratori sono ancora in disoccupazione, mobilità e quant’altro; ammortizzatori sociali, questi, che permettono loro di percepire trattamenti economici ben lontani dall’essere una retribuzione piena e che hanno reso loro necessario attingere a quelle riserve (i risparmi) che nel corso degli anni avevano faticosamente accumulato e che ora, nella maggior parte dei casi, stanno finendo.<br />
Nella mia regione, le Marche, gli effetti della crisi sono pesantissimi; in questi giorni pre-natalizi, andando in giro per negozi, ho notato tante, oserei dire, troppe persone che si limitavano a guardare la merce esposta o a fare acquisti per importi modesti, prediligendo l’utile e l’essenziale e tenendo comportamenti diametralmente opposti a quelli avuti nel passato, quando i carrelli erano pieni di oggetti spesso piacevolmente superflui e poco economici.<br />
Senza parlare poi dei casi veramente disperati, quelli di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, che si vedono staccare le utenze di luce e gas, che affollano le stanze delle residenze comunali per chiedere di poter beneficiare del fondo di solidarietà (laddove costituito), che sono costrette a metter da parte ogni forma di orgoglio, perché i loro figli devono mangiare.<br />
La crisi di alcuni storici colossi, come la ANTONIO MERLONI, ha scatenato una reazione a catena per la quale molte piccole aziende ad essa collegate, hanno dovuto chiudere i battenti, determinando un livello di disoccupazione fino ad allora sconosciuto alle nostre zone. Situazione resa ancor più drammatica, per assurdo, da tutti gli anni di benessere di cui abbiamo goduto, nel corso dei quali nessun industriale ha mai pensato ad eventuali riconversioni di produzione e/o diversificazione di clientela. Tutti erano convinti che il futuro potesse riservare solo crescita economica, perché così era stato per 50 anni; in una parola, nessuno era preparato all’imprevedibile.<br />
Comprensibili, in questo contesto, lo smarrimento di molti, la disperazione di altri, la rabbia di chi si è visto portar via in pochi mesi i sogni e i progetti di una vita.<br />
Ci sono state e ci sono recriminazioni da parte delle fasce di lavoratori che hanno maggiormente subito gli effetti della crisi nei confronti dei vertici delle aziende da cui provenivano, accuse spesso pesanti e non sempre fondate, attacchi a singole persone che hanno assunto lo scomodo ruolo di “capro espiatorio”….. ma inutile parlare di questo adesso….<br />
Ora è tempo che inizi la ripresa: tutte le nostre energie devono convogliare su questo.<br />
Ed è per questo che con tutto il cuore auguro al mio amato territorio di rinascere, aiutato in questo dai comportamenti responsabili di chi ha deciso di mettere da parte antiche contraddizioni ed unire le proprie forze per un fine nobile, come hanno fatto UDC e PD dando vita nelle Marche ad un governo regionale fattivo e responsabile.</p>
<p><em></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il nostro SUD</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 17:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Tosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[IL NOSTRO SUD]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte sono le cose che ognuno di noi, nel corso della propria vita non riesce a spiegarsi: una di queste, per quanto mi riguarda, consiste nel non riuscire a capire come si possa non amare il Sud d’Italia. Chi scrive è una marchigiana DOC, nata e vissuta sempre in loco, e pertanto non imputabile di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2010/10/17/il-nostro-sud/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><code><br />
<span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><code><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><a href="http://marche.estremocentro.net/files/2010/10/800px-Tropea360.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-281" src="http://marche.estremocentro.net/files/2010/10/800px-Tropea360-300x58.jpg" alt="" width="300" height="58" /></a>Molte sono le cose che ognuno di noi, nel corso della propria vita non riesce a spiegarsi: una di queste, per quanto mi riguarda, consiste nel non riuscire a capire come si possa non amare il Sud d’Italia.</span></code> Chi scrive è una marchigiana DOC, nata e vissuta sempre in loco, e pertanto non imputabile di subire influenze di sorta tali da condizionare il proprio pensiero. Non ho infatti né relazioni di parentela con persone che vivono al sud, né possedimenti terrieri o immobiliari da quelle parti, né, tanto meno, storie d’amore particolarmente felici da ricordare. Basti pensare, tanto per fare un esempio che fughi ogni dubbio nei miei potenziali lettori, che il mio fidanzamento con un ragazzo pugliese, durato ben otto anni, è finito miseramente perché lui si è comportato in un modo che definire pessimo è un eufemismo.</span></code> Il mio, pertanto, è un punto di vista che oserei definire assolutamente obiettivo, anche se sono consapevole che molti non la penseranno così.</span></code> <span id="more-278"></span>Con il termine “SUD D’ ITALIA” si è soliti indicare quel complesso geografico della nostra penisola che comprende Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna; regioni, queste, che hanno secoli di storia complicata alle spalle, le cui conseguenze sono giunte fino ai giorni nostri. Ora, senza rischiare di scivolare nella banalità di un racconto storico trito e ritrito e già sentito mille volte, preferirei invece condividere le emozioni che quella terra, con i suoi abitanti, hanno sempre suscitato in me.</span></code> <!--more-->Negli anni della scuola il cosiddetto “SUD” ho potuto conoscerlo soltanto attraverso i testi di storia e narrativa che ci venivano propinati. Sebbene molti di essi fossero scritti da persone che avevano una preparazione approfondita sull’argomento e dalle stesse arricchiti con dovizia di particolari, devo sinceramente ammettere che mi hanno lasciato una conoscenza di quella parte d’Italia meramente nozionistica e distaccata.</span></code> Quando invece, in età ormai adulta, ho finalmente avuto la possibilità di viaggiare, ho scoperto una realtà assolutamente nuova per me. Mi sono ritrovata in un, passatemi l’espressione non originalissima, “piccolo angolo di paradiso”: clima mite, mare limpido, spiagge e paesaggi da cartolina, hanno incarnato nella percezione che ho avuto di quella terra il concetto di bellezza.</span></code> Spesso, visitando piccoli borghi incontaminati dalla fredda modernizzazione industriale, mi sembrava di riconciliarmi con il mondo e di tornare agli albori della nostra civiltà, quanto tutto era ancora da fare e da scoprire e niente irrimediabilmente distrutto.</span></code> Ricordo con candido stupore il calore degli abitanti di quei luoghi; alcuni persone semplici e miti, altri artisti eccentrici e burloni, altri ancora rampanti imprenditori con la voglia di conquistare il mondo, ma tutti, indistintamente, con un comune denominatore chiamato “disponibilità”. Disponibilità ad accoglierti come se ti conoscessero da sempre, ad aiutarti anche oltre i limiti delle loro possibilità, a trattarti non da forestiero, ma da amico di vecchia data.</span></code> Non posso poi dimenticare la voglia di riscatto che ho letto sul volto di molti di loro; i loro occhi, quando si parlava delle piaghe che da sempre, purtroppo, affliggono quelle regioni, avevano un guizzo e il loro sguardo sembrava ammonire “gridando”  ‘SI’, E’ VERO, FINO AD ORA E’ STATO COSI’, MA LE COSE CAMBIERANNO, PERCHE’ NOI, ITALIANI FIERI DI ESSERE MERIDIONALI, NON MOLLEREMO LA PRESA E CI IMPEGNEREMO PER RIDARE RISPETTO E LEGALITA’ ALLA NOSTRA TERRA’.</span></code> Di fronte a tutto questo, quindi, mi domando come si fa a considerare il SUD D’ITALIA una scomoda zavorra? Perché tanto accanimento verso una parte d’Italia che dovremmo al contrario preservare, aiutare, valorizzare? Perché molti vogliono dimenticare che fa parte della nostra nazione, della nostra storia e del nostro passato? Se una parte del nostro corpo si ammala, non cerchiamo forse di curarla nel migliore dei modi, consapevoli che solo una volta che sarà guarita torneremo a stare bene? Perché, allora, questo semplice ed elementare principio non viene applicato anche al nostro Paese?<br />
Lascio alla nostra classe dirigente, o meglio, ad una parte di essa, la possibilità di replicare.<strong></strong><em></em></p>
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		<title>Sopravvissuta all&#8217;aborto</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 13:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabella Tosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Gianna Jassen]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa, navigando su facebook, la mia attenzione è stata attirata da un video il cui titolo difficilmente sarebbe potuto passare inosservato: “sopravvissuta all’aborto”. Animata dalla curiosità di scoprire di cosa si trattasse e con l’interesse da donna, quale sono, sensibile ad un tema drammaticamente attuale e controverso, ne ho iniziato la visione. Mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2010/10/10/sopravvissuta-allaborto/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p style="text-align: justify"><a href="http://marche.estremocentro.net/files/2010/10/gianna-jessen.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-249" style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" src="http://marche.estremocentro.net/files/2010/10/gianna-jessen.jpg" alt="" width="149" height="226" /></a>Alcuni giorni fa, navigando su facebook, la mia attenzione è stata attirata da un video il cui titolo difficilmente sarebbe potuto passare inosservato: “sopravvissuta all’aborto”. Animata dalla curiosità di scoprire di cosa si trattasse e con l’interesse da donna, quale sono, sensibile ad un tema drammaticamente attuale e controverso, ne ho iniziato la visione.</p>
<p style="text-align: justify">Mi sono così trovata davanti lei: <a href="http://www.google.it/search?sourceid=navclient&amp;hl=it&amp;ie=UTF-8&amp;rlz=1T4SUNA_itIT274IT274&amp;q=gianna+jessen">Gianna Jessen</a>, una giovane donna dagli occhi scintillanti e dallo sguardo fiero che, con un sorriso accattivante, si accingeva a raccontare la sua storia davanti ad un’attenta platea in occasione di una Conferenza svoltasi nel 2008 nella città australiana di Melbourne. <a href="http://www.amicib.org/?p=7501">La sua è la storia di una bambina non voluta</a>, generata per sbaglio da una coppia di ragazzi troppo giovani e troppo irresponsabili per essere genitori; figlia di una madre, se tale può essere definita, che operò per lei la più tragica delle scelte: una scelta di morte chiamata aborto.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-239"></span></p>
<p style="text-align: justify">La giovane “mamma” era già oltre il 6° mese di gravidanza quando si rivolse ad una prestigiosa clinica abortista di Los Angeles, dove freddamente, visto l’avanzato stato in cui si trovava, le proposero il cosiddetto aborto salino tardivo, una pratica abortiva che consiste nell’iniettare una soluzione salina nel grembo materno, che dovrebbe corrodere il bambino e farlo nascere morto nel giro di 24 ore. Io, che rabbrividisco solo al pensiero, mi chiedo come abbia fatto quella donna a scegliere di “assassinare” così sua figlia, dopo averla sentita crescere e magari muovere dentro di sè; mi chiedo quale forma di egoismo possa essere così forte da spingere ad una simile scelta; mi chiedo quale giustificazione si possa esser data lei mentre prendeva questa decisione; mi chiedo come ci si possa perdonare dopo un gesto del genere………tante domande, a cui non riesco a dare risposta.<br />
unatamente non sempre le cose vanno come erano state programmate e in quell’occasione la prestigiosa clinica non fu all’altezza del suo nome: la bimba venne al mondo viva. Per una serie di circostanza fortunate, quali l’assenza del medico che doveva “terminare il lavoro” e il pietoso gesto di un’infermiera che, anziché uniformarsi a quella che era un po’ una regola non scritta a quei tempi, ossia il “finire” i nati vivi a seguito di un aborto strangolandoli, soffocandoli o simili, decise invece di chiamare un’ambulanza, la neonata venne portata in un ospedale. Fu così che iniziò la sua straordinaria avventura: la vita.</p>
<p style="text-align: justify">Gianna racconta poi delle sue battaglie: fisiche, visti i danni che il trattamento salino le ha procurato e morali, essendo diventata fiera combattente nella battaglia contro l’aborto. Sfide che ha sempre affrontato con coraggio e determinazione, sentendosi oltremodo fortunata per la possibilità che ha miracolosamente avuto di poterle vivere. Oggi è una donna forte, decisa a difendere i diritti di chi ancora deve nascere e con orgoglio elogia l’operato dell’ex presidente americano Bush che nel 2002 firmò la cosiddetta legge di “Protezione dei nati vivi”, a tutela dei neonati sopravvissuti all’aborto, che fino a quel momento erano invece, nella stragrande maggioranza dei casi, destinati ad essere lasciati morire; processo, questo, spesso accelerato dal personale medico che non correva il rischio di essere accusato di omicidio.</p>
<p style="text-align: justify">Mentre la ascolto parlare, Gianna mi evoca immagini di grande coraggio: lei, piccola grande donna, grida al mondo il suo amore per la vita e condanna chi, per bieche ragioni economiche, non esita a toglierla ad esseri innocenti ed inermi che troppo spesso, sotto gli influssi di una scienza che trascura il credo ed i sentimenti più intimi di ognuno di noi, si ha paura a chiamare bambini. La vita va difesa in tutte le sue forme, a partire dal concepimento ed è inutile nascondersi dietro un milione di giustificazioni che affermano il contrario e che, se ci scrolliamo di dosso la corazza di falsi ideali di cui ci siamo rivestiti, sono irrimediabilmente destinate a sembrare ridicole.</p>
<p style="text-align: center">
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		<title>Da Castelli solo spot elettorali</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 20:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Bucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Castelli ancora una volta risponde picche”. Ad affermarlo sono i giovani UDC della Provincia di Ascoli in seguito alle dichiarazioni del Sindaco Castelli sul blocco delle lezioni annunciato dal Preside Cao della Scuola di Architettura e Design. Invece di mostrarsi solidale con la decisione del Consiglio di Facoltà di sospendere le elezioni, vista la situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2010/10/05/da-castelli-solo-spot-elettorali/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><div style="text-align: justify;">&#8220;Castelli ancora una volta risponde picche”. Ad affermarlo sono i giovani UDC della Provincia di Ascoli in seguito alle dichiarazioni del Sindaco Castelli sul blocco delle lezioni annunciato dal Preside Cao della Scuola di Architettura e Design.</div>
<div style="text-align: justify;"><span id="more-232"></span></div>
<div style="text-align: justify;">Invece di mostrarsi solidale con la decisione del Consiglio di Facoltà di sospendere le elezioni, vista la situazione di incertezza sul futuro del sistema universitario colpito dai pensanti tagli edalla superficialità del DDL della Gelmini, Castelli maschera l’emergenza con isoliti proclami che finora sono rimasti lettera morta.</div>
<div style="text-align: justify;">A fronte dei tagli voluti dal Ministro Tremonti, presenteremo in Consiglio una mozione attraversoil nostro capogruppo Francesco Viscione, che impegni l’Amministrazione Comunalea chiedere al Governo di rivedere le direttive sui finanziamenti all’Istruzionee all’Università. Sono passati 12 anni da quanto l’On.Ciccanti ha fattopervenire dalla Regione Marche al Comune di Ascoli 7.5 milioni di euro (15miliardi delle vecchie lire) destinati alla realizzazione del PoloUniversitario. Prima l’ex Sindaco Celani ed oggi Castelli ancora non riesconoa far partire i lavori. Per non parlare dei 2.5 milioni di euro destinati per l’Auditorium rimasti nel cassetto per 7 anni. Anche di quest’opera non se ne vedel’ombra. Di chi è la responsabilità? Ci auguriamo che il Sindaco Castelli nonvoglia risolvere tali questioni attraverso un ennesimo convegno.</div>
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		<title>CICCANTI (Udc): flop di Berlusconi</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 20:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>estremocentromarche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La campagna acquisti di Berlusconi non ha avuto successo. E&#8217; vero che ha  preso 342 voti, ma se si depurano questi voti dai 35 del FLI ed MPA di Lombardo (Granata e Tremaglia hanno votato contro Berlusconi e Misiti non ha partecipato al voto), rimangono di stretta osservanza berlusconiana solo 307 voti, ossia  ben 9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2010/10/01/ciccanti-udc-flop-di-berlusconi/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><address>&#8220;La campagna acquisti di Berlusconi non ha avuto successo. E&#8217; vero che ha  preso 342 voti, ma se si depurano questi voti dai 35 del FLI ed MPA di Lombardo (Granata e Tremaglia hanno votato contro Berlusconi e Misiti non ha partecipato al voto), rimangono di stretta osservanza berlusconiana solo 307 voti, ossia  ben 9 voti al di sotto degli attesi 316 voti di maggioranza assoluta.  Berlusconi adesso deve fare i conti con Fini e Lombardo alla Camera per avere  la maggioranza. Sara&#8217; difficile per Bossi portare a casa il federalismo fiscale presecessionista, oppure ripetere &#8216;scippi&#8217; come quello sulle quote latte e sui  fondi per le aree sottoutilizzate (FAS). Lo afferma l&#8217;On.Amedeo Ciccanti  dell&#8217;udc che sottolinea anche &#8220;la insussistenza dei trasfughi siciliani verso  Berlusconi, in quanto sono risultati utili ma non determinanti&#8221;. &#8220;Adesso -  aggiunge &#8211; si trovano senza alcun ruolo politico, perchè inutili nei 342 voti  della maggioranza (3 astenuti, 8 assenti e Menia in missione che per un  ritardo, come Buttiglione, non ha potuto partecipare al voto)&#8221;. &#8220;Un bel flop -  conclude il parlamentare udc &#8211; rispetto alle attese della vigilia, che rendera&#8217; piu&#8217; cauta e prudente l&#8217;azione del governo rispetto ai temi cari alla Lega&#8221;.</address>
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		<title>Auguri alla scuola</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 08:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>estremocentromarche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[SCUOLA = MISSIONE RAGAZZI = PARTE VIVA DELLA CITTÀ L’Unione di Centro in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2010-2011 saluta affettuosamente tutti coloro che a vario titolo ruotano attorno alla scuola: dai docenti ai non docenti, dagli autisti a chi distribuisce le merendine, a tutti.  L’augurio è che mettano passione, fiducia e coraggio, ciascuno per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://marche.estremocentro.net/2010/09/19/auguri-alla-scuola/&amp;layout=standard&amp;show_faces=1&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;font=" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe><p><strong>SCUOLA = MISSIONE<br />
RAGAZZI = PARTE VIVA DELLA CITTÀ<br />
</strong><br />
L’Unione di Centro in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2010-2011 saluta affettuosamente tutti coloro che a vario titolo ruotano attorno alla scuola: dai docenti ai non docenti, dagli autisti a chi distribuisce le merendine, a tutti.  L’augurio è che mettano passione, fiducia e coraggio, ciascuno per la propria competenza, a servizio degli studenti perché svolgono il lavoro più bello del mondo: preparare e lanciare i giovani nel futuro.<br />
Agli alunni il saluto più sentito, sincero e caloroso perché è loro la fatica più grande della sfida di crescere: l’augurio è di trovare chi li accolga e li comprenda nel profondo delle loro domande ed esigenze.  Seguite lo studio con metodo, dedizione e costanza.<br />
Non ultimo il saluto ai genitori, che vivono le gioie e le fatiche scolastiche dei loro figli: cari genitori, incoraggiate sempre chi sta vivendo la primavera culturale e formativa della vita.</p>
<p>La scuola è il luogo d’incontro più costruttivo, una palestra dove oltre a vivere la propria formazione culturale ci si prepara, e si impara, a conoscere se stessi e gli altri.  Scuola di cultura, valori e virtù.  Il primo tassello della crescita del paese.  Quella della scuola è una missione educativa e l’auspicio è che si riesca a parlare ai ragazzi anche di impegno civile e politico e ciò spinga ciascuno verso un’autonomia che rispetti gli altri e se stessi come membri di una comunità e come persone.</p>
<p>L’Unione di Centro, che va verso la costruzione di un partito della Nazione, ha a cuore la scuola, chi la vive e chi la fa vivere: si rende disponibile al confronto con gli insegnanti, gli studenti e i genitori, perché si vinca la sfida educativa e si formino persone serie e preparate per il futuro loro e del Paese.</p>
<p>Cari ragazzi, coraggio, impegnatevi: il batticuore, le paure delle interrogazioni, le alzatacce per studiare servono a crescere e diventare grandi e ricordate che la vostra è l’età più bella! Siete la parte viva della città!</p>
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